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Pesco da quando ero bambino. Sono cresciuto con la passione per il mare e, soprattutto, con la curiosità di capire i pesci, i loro comportamenti e tutto quello che succede sotto la superficie. Con gli anni quella che era una passione è diventata una parte importante della mia vita. Ho passato tantissimo tempo in mare, imparando direttamente dall’esperienza, provando tecniche diverse e cercando continuamente di migliorare. Oggi ho scelto di sposare il progetto Aigupp, insieme al mio socio, con il quale condivido la stessa passione e con cui svolgo le nostre guide di pesca
Area operativa: Costa est Sardegna, la caletta di siniscola
Presentazione
Le tecniche che pratico principalmente sono:
La traina con il vivo. È una pesca che mi appassiona particolarmente e che richiede attenzione in ogni fase: dalla ricerca e dalla scelta dell’esca viva, alla ricerca dello spot e della profondità giusta, fino alla gestione della mangiata e della cattura. È una tecnica che mi ha insegnato soprattutto ad avere pazienza e a leggere continuamente quello che succede in mare.
Bolentino, sia costiero che profondo.
Il bolentino costiero è una delle tecniche che pratico più spesso. È una pesca che permette di esplorare i fondali vicino alla costa e di adattarsi continuamente alle caratteristiche dello spot, alla corrente e all’attività dei pesci. È una tecnica apparentemente semplice, ma che può diventare molto tecnica quando si impara a scegliere il fondale, la profondità e la presentazione dell’esca.
Il bolentino profondo, invece, ci porta a lavorare su fondali più importanti, dove cambiano completamente condizioni, profondità e attrezzatura. Qui diventa fondamentale conoscere il fondale e riuscire a mantenere l’esca nella zona di pesca nonostante corrente e profondità.
La pesca verticale, che comprende diverse tecniche e approcci.
C’è la pesca verticale con l’Inchiku e con le gomme, dove lavoriamo l’esca direttamente sotto la barca, cercando di presentarla nel modo più naturale possibile e sfruttando la conoscenza del fondale e del comportamento dei predatori.
Pratico anche la pesca verticale con la palluccella, una tecnica che mi piace particolarmente e che può essere effettuata sia con esca viva che con esca morta. Anche in questo caso la scelta dell’esca, il modo in cui viene presentata e la capacità di mantenere la corretta posizione sul fondale sono fondamentali.
A seconda della giornata, delle condizioni del mare, della stagione e dell’attività dei pesci, scelgo quindi la tecnica che ritengo più adatta. Non esiste una giornata uguale all’altra e proprio questo è uno degli aspetti che amo di più della pesca.
Quando porto qualcuno con me, cerco di trasmettere proprio questo: non solo pescare, ma imparare a leggere il mare e capire perché stiamo pescando in quel modo e in quel determinato punto.
Per me fare la guida di pesca significa condividere qualcosa che amo da sempre. Significa stare in mare, cercare il pesce, vivere l’attesa della mangiata e, quando arriva, condividere con chi è a bordo la soddisfazione della cattura.
La pesca mi accompagna da quando ero bambino. Oggi sono felice di poter trasformare questa passione in un’esperienza da vivere insieme, attraverso Aigupp.
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